Viaggio con Kel 12 – sabbia d’Africa

Questa volta Fatmir ci porta in viaggio

Gli elementi sono quelli che abbiamo imparato a conoscere. Sabbia. Luce. e una canzone.
La musica è decisa, incalzante e ritmata. Calda, come il colore dorato che pervade la scena. La traccia è chiara fin da subito e ci porta lontano. In Africa.
Il nostro viaggio, questa volta inizia da qui. Alcuni di noi hanno sicuramente nella testa i racconti coloniali dei loro nonni, uomini ormai centenari che in quella terra hanno lasciato un po’ del loro cuore, uomini induriti dal tempo e dalla vita, ma con occhi pronti a illuminarsi ogni volta che vedono un frammento di quel mondo aspro e potente.
Fatmir traccia con decisione il continente Africano, lo accarezza, lo plasma, quando ecco che, guidato dalla musica, arriva dal nulla un grande elefante, un maschio maestoso. Insieme a lui, a darci il benvenuto, arriva una meravigliosa donna di queste terre. I capelli corti, la pettinatura tipica. Regale, vestita dei suoi gioielli più preziosi, ci osserva sorridente per un attimo. Un fotogramma. Poi se ne vanno.
E si cambia scena, paesaggio, un colpo deciso, una sola mano.

Questo è Fatmir, Questa è sand art della migliore qualità.

Siamo in un altro mondo, un paesaggio diverso e arriva un uomo col turbante, un incantatore di serpenti. L’animale striscia, si avvicina incuriosito dalla musica. Ma è solo un attimo. Fatmir li ha spazzati via, riportati nel suo mondo magico, per farli uscire da qualche altra parte, in qualche altra storia. E noi dobbiamo andare, di nuovo, proseguiamo il viaggio, andiamo in oriente, una donna ci aspetta lungo la riva di un fiume, mentre un uomo si sposta lentamente con la sua imbarcazione, e magari le sorride, per un attimo. Poi d’improvviso, dal nulla un monumento, una città, immagini sacre e poetici portatori di frutta. Tutto in un attimo, in un soffio di polvere. Un viaggio di migliaia di chilometri nel tempo di una canzone.