La vita di Gesù, New York

Gesù
Un argomento da gestire con rispetto.

Si mescolano storia, leggenda e religione in un racconto complesso. Fatmir Mura lo affronta con la chiave che gli è più consona. Con poesia.
Si, Fatmir racconta la vita di Gesù con delicata poesia.Si affida ad una musica evocativa e sognante per questo lungo racconto scritto su grandi pagine semitrasparenti.
Ho usato la parola “scritto” non a caso. Guardando questo video viene il dubbio che Fatmir nasconda da qualche parte una penna, una matita e scriva e disegni, su quella lavagna luminosa. Dettagli. Ricami, ritratti, virtuosismi di ogni genere.
Si può solo stare in silenzio e leggerlo, questo racconto di sabbia e luce. E gustarsi ogni dettaglio, perché davvero ce ne sono tanti.

Gesù ti guarda. E questa volta non è la scritta su un cavalcavia in autostrada.

Sembra davvero così. Fatmir ha diviso il suo lungo racconto in pagine, o capitoli, se vogliamo, e passo dopo passo ti guida dall’annunciazione in poi per tutto il percorso della vita di Gesù e dei primi cristiani. Conosce la storia alla perfezione. Ha grande rispetto per la religione. Traccia scene di un realismo impressionante e allo stesso tempo di una sintesi estrema. In pochi tratti riesce a far vivere il tempo, il moneto, l’atmosfera e perfino la sensazione.
Non ci si stanca di guardare la gestualità di questo artista, e si rimane incantati quando traccia a manciate uno scenario e nemmeno quando, da quello stesso scenario fa la figura di un uomo. O di una donna. O un volto. Il volto di Gesù. Il volto della madonna. I volti. Volti espressivi. Occhi felici, commossi, dolenti, chiusi. Bocche, denti, capelli e mani. Mani che sembrano poterti toccare, da come sono realizzate. Mani che accarezzano e mani che frustano, che trascinano, che vengono inchiodate senza pietà.
Mani.
Lo strumento più prezioso che abbiamo.
Lo strumento che Fatmir usa per raccontare le sue storie.