Sabbia sulle mie Asics

Fatmir inizia il suo spettacolo di sand art per Asics con una vera e propria danza. Un valzer, per l’esattezza. Le sue dita si muovono come rapite dalla musica ed ondeggiamo perfettamente in sincrono con essa, dando vita ad un paesaggio quasi astratto, due onde si rincorrono, si inseguono, si intrecciano. Poi Fatmir comincia a pizzicarle, a punteggiarle, ed ecco che le onde non sono più onde ed improvvisamente evocano le volute contorte dei cieli stellati di Van Gogh. Ed è solo l’inizio.

Un soffio. Una stella. poi un’impronta, quella di una scarpa Asics.

I primi passi dell’azienda. Asics inizia come marchio specializzato in abbigliamento da basket, ed ecco che dalle mani dell’artista prende forma il classico pallone rigato e giusto a portata di tiro, il suo canestro. Per il tempo di un solo lancio, però. L’azienda si evolve ancora, cresce, il target si amplia, Fatmir continua la sua esibizione e traccia cinque cerchi. Asics e la fiamma olimpica.

Asics è leader in tutti gli sport

La corsa, la pallavolo, le arti marziali. E la tentazione di citare il più fascinoso testimonial di sempre. Bruce Lee e le sue scarpette. Asics, appunto. Ma il marchio non è solo sport, è anche tempo libero,abbigliamento comodo, fatto per il relax e le passeggiate. Fatmir prosegue il suo racconto senza parole. Non gli servono, preferisce lasciar parlare le sue mani. Traccia righe, punti, forse insensati. No. Mai. è una città, una città di notte, tutta illuminata, suggestiva e silenziosa, da esplorare in punta di piedi, calzati in scarpe comode. Poi la scena cambia e siamo al centro di una strada quando passano le scie di due auto, forse, o forse no, sono due strade che si sovrappongono… no. sbagliato di nuovo. sono le righe del marchio. Fra le mani di Fatmir prende forma il modello di Asics probabilmente più conosciuto al mondo, meno conosciuto, invece, probabilmente, l’acronimo del nome, che Fatmir riporta, come un cappello, sul cielo che sovrasta la scarpa: Anima Sana In Corpore Sano. Aggiunto il marchio, non resta che salutare, con un elegante gesto e dare appuntamento a tutti alla prossima performance.